POESIE DEDICATE A SATANA

 

 

Scritta dal “traduttore” italiano

Nel 2007

Scritta da Giosuè Carducci

Nel 1863

 

Sapiente la mano

Un quadro, pur falso, ha dipinto

De l’esser Tuo malvagio

Il mondo ha convinto

 

Occhi chiusi

Sensi dispersi

Umana stirpe

Tua origine persi

 

In fiabesca realtà

Muovono i fili

Antiche fazioni

Segreti nascosti, or vili

 

Di nostra virtù

Saper c’è negato

Predicata miseria

Potere accentrato

 

Remota Tua terra

Non umana sapienza

Onor e rispetto, risalga da terra

Immensa è, Tua potenza

 

Che rifugga lontano

Sentore amaro

Di chi, di vita sprecata

Fu sempre ignaro

 

A Te risplenda

Un’era ormai nuova

Sapienza e materia

Nostra vita promuova

 

Malvagio non sei

Tu che vita hai creato

Menzogna è finita

A Te questo mondo, or venga ridato !

 

Umile verso,

Di chi or T’ammira

Non più, animo perso

Grato e felice, a Te, cuor spira

 

A Te salga, spero gradito, mio umil servigio

Con onor di Te, il domani, più non vedo sì grigio.

 

A te, de l'essere 
Principio immenso,
Materia e spirito,
Ragione e senso; 

Mentre ne' calici
Il vin scintilla
Sì come l'anima
Ne la pupilla;

Mentre sorridono 
La terra e il sole 
E si ricambiano 
D'amor parole,

E corre un fremito
D'imene arcano 
Da' monti e palpita
Fecondo il piano;


A te disfrenasi 
Il verso ardito,
Te invoco, o Satana, 
Re del convito.


Via l'aspersorio, 
Prete, e il tuo metro! 
No, prete! Satana
Non torna indietro!


Vedi: la ruggine
Rode a Michele
Il brando mistico, 
Ed il fedele


Spennato arcangelo
Cade nel vano.
Ghiacciato è il fulmine
A Geova in mano.


Meteore pallide,
Pianeti spenti,
Piovono gli angeli
Da i firmamenti.

Ne la materia
Che mai non dorme,
Re de i fenomeni,
Re de le forme,

Sol vive Satana.
Ei tien l'impero
Nel lampo tremulo
D'un occhio nero, 

O ver che languido
Sfugga e resista,
Od acre ed umido 
Pròvochi, insista.

Brilla de' grappoli
Nel lieto sangue,
Per cui la rapida
Gioia non langue, 

Che la fuggevole
Vita ristora,
Che il dolor proroga, 
Che amor ne incora. 

Tu spiri, o Satana,
Nel verso mio,
Se dal sen rompemi 
Sfidando il dio

De' rei pontefici,
De' re cruenti; 
E come fulmine
Scuoti le menti.

A te, Agramainio,
Adone, Astarte,
E marmi vissero
E tele e carte,

Quando le ioniche
Aure serene
Beò la Venere
Anadiomene. 

A te del Libano 
Fremean le piante!
De l'alma Cipride 
Risorto amante 

A te ferveano
Le danze e i cori,
A te i virginei
Candidi amori,

Tra le odorifere
Palme d'Idume, 
Dove biancheggiano
Le ciprie spume.

Che val se barbaro 
Il nazareno
Furor de l'agapi 
Dal rito osceno 

Con sacra fiaccola
I templi t'arse
E i segni argolici 
A terra sparse?

Te accolse profugo
Tra gli dèi lari 
La plebe memore
Ne i casolari.

Quindi un femineo
Sen palpitante
Empiendo, fervido 
Nurne ed amante,

La strega pallida
D'eterna cura 
Volgi a soccorrere
L'egra natura. 

Tu a l'occhio immobile 
De l'alchimista,
Tu de l'indocile
Mago a la vista,

Del chiostro torpido
Oltre i cancelli,
Riveli i fulgidi
Cieli novelli.

A la Tebaide 
Te ne le cose
Fuggendo, il monaco
Triste s'ascose.

Dal tuo tramite
Alma divisa, 
Benigno è Satana;
Ecco Eloisa.

In van ti maceri
Ne l'aspro sacco: 
Il verso ei mormora
Di Maro e Flacco

Tra la davidica
Nenia ed il pianto;
E, forme delfiche, 
A te da canto,

Rosee ne l'orrida
Compagnia nera
Mena Licoride,
Mena Glicera. 

Ma d'altre imagini 
D'età più bella
Talor si popola
L'insonne cella.

Ei, da le pagine
Di Livio, ardenti 
Tribuni, consoli,
Turbe frementi

Sveglia; e fantastico
D'italo orgoglio 
Te spinge, o monaco, 
Su 'l Campidoglio.

E voi, che il rabido 
Rogo non strusse,
Voci fatidiche,
Wicleff ed Husse, 

A l'aura il vigile
Grido mandate:
S'innova il secolo,
Piena è l'etate. 

E già già tremano
Mitre e corone:
Dal chiostro brontola
La ribellione,

E pugna e prèdica
Sotto la stola 
Di fra' Girolamo
Savonarola. 

Gittò la tonaca
Martin Lutero; 
Gitta i tuoi vincoli,
Uman pensiero,

E splendi e folgora
Di fiamme cinto;
Materia, inalzati;
Satana ha vinto.

Un bello e orribile
Mostro si sferra, 
Corre gli oceani,
Corre la terra:

Corusco e fumido 
Come i vulcani,
I monti supera,
Divora i piani;

Sorvola i baratri;
Poi si nasconde
Per antri incogniti,
Per vie profonde;

Ed esce; e indomito
Di lido in lido
Come di turbine 
Manda il suo grido,

Come di turbine
L'alito spande:
Ei passa, o popoli,
Satana il grande.

Passa benefico
Di loco in loco
Su l'infrenabile
Carro del foco.

Salute, o Satana
O ribellione
O forza vindice 
De la ragione!

Sacri a te salgano
Gl'incensi e i voti!
Hai vinto il Geova
De i sacerdoti.